10 migliori software per conformarsi al TCFD

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10 migliori software per conformarsi al TCFD

Photo by Javier Miranda on Unsplash

Ecco i 10 migliori software per conformarsi al TCFD nel 2026

  1. Dcycle
  2. Persefoni
  3. Watershed
  4. Workiva
  5. Greenly
  6. Futureproof
  7. StepChange
  8. Emitwise
  9. Normative
  10. VelocityEHS Accelerate ESG

Disporre di un software per conformarsi al TCFD è diventato essenziale per qualsiasi azienda che voglia anticipare le richieste del mercato e dimostrare una gestione reale dei rischi e delle opportunità climatiche.

Le raccomandazioni di questo framework sono diventate un riferimento globale nella divulgazione finanziaria e climatica. Avere strumenti che permettano di integrare le informazioni ESG in modo coerente non è più un’opzione, ma una necessità.

L’obiettivo non è solo rispettare una normativa, ma capire come il clima incide sull’attività e come incorporare queste informazioni nella strategia aziendale.

Le organizzazioni che ci riescono con dati solidi e tracciabili occupano una posizione molto più competitiva, sia di fronte agli investitori sia rispetto ai propri clienti e team.

Nelle sezioni seguenti spiegheremo cosa implica la conformità al TCFD, come strutturare le informazioni secondo i suoi quattro pilastri principali e quali soluzioni digitali facilitano l’applicazione pratica nei processi di reporting e gestione ESG.

Hai bisogno di mappatura dei pilastri TCFD, analisi degli scenari e dati climatici pronti per la CSRD su un'unica piattaforma? Prenota una demo Dcycle.

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I 10 migliori software per conformarsi al TCFD

1. Dcycle

Dcycle è una piattaforma di gestione ESG di riferimento che permette alle aziende di raccogliere, organizzare e dichiarare tutte le informazioni di sostenibilità e clima in un unico ambiente.

Non siamo revisori né consulenti, ma una soluzione tecnologica per le aziende che vogliono automatizzare la gestione dei dati e conformarsi a framework come TCFD, CSRD, Taxonomia UE o norme ISO, senza processi manuali o dipendenze esterne.

La nostra proposta si concentra su un punto chiave: l’informazione ESG è dispersa tra più sistemi, e se non la colleghiamo, perdiamo tracciabilità e capacità decisionale.

Per questo Dcycle unifica e distribuisce i dati ESG su tutti i casi d’uso rilevanti, eliminando duplicazioni e semplificando la preparazione di report normativi e strategici.

La piattaforma è progettata per adattarsi a qualsiasi azienda e settore, consentendo la personalizzazione degli indicatori, l’importazione di dati da fonti diverse e la generazione di report pronti per l’audit.

Inoltre automatizza il calcolo delle emissioni di GHG e le collega ai quattro pilastri del framework TCFD: governance, strategia, gestione del rischio, e metriche e obiettivi.

Con Dcycle, la conformità smette di essere un compito isolato e diventa una leva strategica di business. Misurare, gestire e comunicare dati ESG con precisione non è più solo un obbligo, ma un vantaggio competitivo in un mercato che richiede trasparenza e dati verificabili.

Principali vantaggi:

  • Dati ESG automatizzati collegati a qualsiasi sistema interno.

  • Export diretto verso formati come XBRL, TCFD o ESRS.

  • Avvisi sulla qualità dei dati e tracciabilità completa.

  • Visione unificata della performance ESG allineata agli obiettivi aziendali.

  • Approccio modulare e scalabile, adattabile a diverse normative e paesi.

2. Persefoni

Persefoni è diventata una delle piattaforme più complete per la gestione del carbonio e il reporting climatico.

Il suo approccio è pensato per le aziende che vogliono approfondire l’analisi finanziaria del rischio climatico, rispettando i principi del framework TCFD e gli standard ISSB emergenti.

Permette di integrare dati su emissioni, operazioni e catena del valore per generare report strutturati secondo i quattro pilastri TCFD, oltre a consentire simulazioni di scenari climatici e modelli di transizione.

Principali vantaggi:

  • Modello dati allineato a TCFD e ISSB.

  • Integrazione finanziaria e contabile per l’analisi dell’impatto economico.

  • Scenari integrati e stress test all’interno della piattaforma.

  • Tracciabilità e controllo di audit in ogni fase del processo.

3. Watershed

Watershed si concentra su una visione operativa del rischio climatico, con strumenti che collegano misurazione delle emissioni, gestione dei progetti di riduzione e preparazione dei report secondo TCFD, CSRD o SBTi.

Il suo valore principale risiede nell’automatizzazione del monitoraggio dei dati e nella trasformazione di metriche dispersive in informazioni utilizzabili per i team di management e sostenibilità.

Principali vantaggi:

  • Dashboard dinamica per visualizzare rischi e progressi in tempo reale.

  • Integrazioni con fonti operative e piattaforme dati.

  • Workflow TCFD pronti all’uso, che collegano metriche e obiettivi.

  • Orientamento strategico verso decisioni basate sui dati.

4. Workiva

Workiva si distingue per la capacità di unificare reporting finanziario e di sostenibilità in un unico flusso di lavoro, rendendolo uno strumento prezioso per team finance, compliance ed ESG che lavorano in modo integrato.

Offre modelli adattati al framework TCFD, oltre a strumenti di collaborazione, validazione dei dati e funzionalità di audit che riducono significativamente l’effort manuale e gli errori di consolidamento.

Principali vantaggi:

  • Piattaforma collaborativa con controllo versioni e validazioni automatiche.

  • Connettività diretta con dati finanziari e operativi.

  • Export compatibili con TCFD, CSRD e Taxonomia UE.

  • Gestione completa dell’audit interno e della verifica.

5. Greenly

Greenly propone un approccio agile e continuo alla misurazione dell’impatto ambientale e climatico, particolarmente utile per le aziende che muovono i primi passi con il TCFD o il reporting climatico strutturato.

La sua interfaccia intuitiva permette di raccogliere dati su emissioni, energia e supply chain, generando report allineati ai requisiti di governance, strategia e metriche del framework TCFD.

Principali vantaggi:

  • Implementazione rapida e curva di apprendimento bassa.

  • Modelli TCFD preconfigurati per diversi settori.

  • Monitoraggio automatizzato di emissioni e progressi.

  • Report chiari e visivi pronti da condividere con gli stakeholder.

6. Futureproof

Futureproof è un software focalizzato sulla rapida adozione di framework ESG, inclusi TCFD, CSRD e SBTi, senza necessità di grandi risorse tecniche.

La sua proposta è rivolta ai team che vogliono strutturare le informazioni climatiche e di sostenibilità in modo chiaro ed efficiente, senza complicazioni o integrazioni complesse.

La piattaforma consente di registrare, normalizzare e analizzare dati ESG per generare report coerenti con i quattro pilastri TCFD.

I suoi sistemi di alert e dashboard aiutano a identificare rischi e opportunità, offrendo una visione completa della performance e della resilienza aziendale.

Principali vantaggi:

  • Configurazione semplice e rapida, ideale per team di medie dimensioni.

  • Modelli TCFD automatizzati con monitoraggio pilastro per pilastro.

  • Strumenti di tracciabilità e controllo qualità dei dati.

  • Dashboard di indicatori chiave aggiornata in tempo reale.

7. StepChange

StepChange combina gestione del carbonio e pianificazione della decarbonizzazione, con workflow guidati per misurare, pianificare e dichiarare secondo TCFD o CSRD.

È pensato per le organizzazioni che vogliono integrare la sostenibilità nella strategia aziendale, non solo in un report una tantum.

La sua interfaccia passo passo guida gli utenti attraverso i requisiti di governance, strategia, rischi e metriche, garantendo coerenza e accuratezza delle informazioni pubblicate.

Principali vantaggi:

  • Workflow guidati e personalizzabili in base al framework scelto.

  • Compatibilità diretta con TCFD, CSRD e Taxonomia UE.

  • Gestione integrata di rischi fisici e di transizione.

  • Report comparativi tra obiettivi e risultati effettivi.

8. Emitwise

Emitwise è specializzato nella misurazione e gestione dello Scope 3, con copertura dettagliata della supply chain e del suo collegamento con i requisiti TCFD.

È particolarmente utile per aziende con operazioni complesse o fortemente dipendenti da fornitori globali.

Il suo modello dati collega gli impatti indiretti alla strategia di rischio climatico dell’azienda, facilitando analisi e reporting strutturati allineati ai quattro pilastri TCFD.

Principali vantaggi:

  • Copertura avanzata dello Scope 3 e collegamento con i rischi TCFD.

  • Analisi automatizzata di fornitori e materiali.

  • Integrazione con fonti dati esterne.

  • Report personalizzabili per catena del valore o area operativa.

9. Normative

Normative si rivolge al settore finanziario e alle aziende che devono allineare il reporting climatico con framework normativi e standard di investimento sostenibile.

Il suo sistema permette di quantificare il rischio climatico da una prospettiva finanziaria, integrando i principi TCFD e lo standard ISSB S2.

Si distingue per la precisione metodologica e la capacità di consolidare dati provenienti da fonti multiple, offrendo report pronti per audit esterni.

Principali vantaggi:

  • Metodologia riconosciuta, validata da organizzazioni internazionali.

  • Integrazione con framework di finanza sostenibile e PCAF.

  • Flussi di validazione e revisione auditabili.

  • Modelli di reporting finanza-clima pronti per l’export.

10. VelocityEHS Accelerate ESG

VelocityEHS Accelerate ESG offre una suite completa per la gestione ambientale, sanitaria e di governance, con moduli specifici per rischi climatici, metriche ESG e reporting TCFD.

La sua proposta è pensata per aziende che già gestiscono la conformità normativa e vogliono integrare la dimensione climatica nella gestione ESG.

Collega informazioni operative, indicatori ambientali e politiche di governance per costruire un reporting ESG coerente e verificabile, allineato agli standard internazionali.

Principali vantaggi:

  • Piattaforma modulare che copre EHS ed ESG nello stesso ambiente.

  • Reporting TCFD e strumenti di audit automatizzati.

  • Gestione integrata di rischi e compliance.

  • Scalabilità e supporto per ambienti corporate complessi.

Parliamo di divulgazione climatica: il ruolo del TCFD

Cos’è il TCFD e a cosa serve

Il framework TCFD (Task Force on Climate-related Financial Disclosures) è stato creato con un obiettivo chiaro: aiutare le aziende a comprendere e comunicare come rischi e opportunità climatiche incidono sulla strategia e sulle performance finanziarie.

Il suo scopo non è imporre una nuova regola, ma stabilire una struttura comune e comparabile affinché investitori, regolatori e organizzazioni possano interpretare le informazioni climatiche in modo coerente.

In pratica, il TCFD si basa su quattro pilastri chiave: governance, strategia, gestione del rischio, e metriche e obiettivi.

Questi pilastri strutturano l’intero processo di analisi e divulgazione: da come vengono prese le decisioni sul rischio climatico a come i risultati vengono misurati e dichiarati.

Applicare questo framework non riguarda solo la conformità normativa. Si tratta di integrare la gestione del rischio climatico nella decisione strategica, permettendo alle aziende di anticipare, allocare correttamente le risorse e dimostrare agli stakeholder che le azioni sono supportate da dati affidabili e verificabili.

Rapporto con l’ISSB: dal TCFD all’IFRS S2 (e S1)

Nel 2023, il Financial Stability Board (FSB) ha considerato completata la missione del TCFD e ha trasferito il follow-up alla IFRS Foundation, che ora guida lo sviluppo degli standard globali di sostenibilità sotto l’ISSB (International Sustainability Standards Board).

Nel 2024, IFRS S2 è stato introdotto come evoluzione naturale del framework TCFD, incorporando tutti i suoi principi ed espandendo il campo d’azione per migliorare la comparabilità tra aziende e paesi.

Parallelamente, IFRS S1 stabilisce le fondamenta generali della divulgazione di sostenibilità, mentre S2 si concentra specificamente su rischi e opportunità legati al clima.

Ciò significa che il framework TCFD resta pienamente rilevante, ma è ora integrato in uno standard internazionale più ampio, allineato ai mercati finanziari.

Per le aziende, rappresenta un’opportunità chiara: unificare il modo in cui misurano, gestiscono e comunicano le informazioni ESG attraverso tutti i framework normativi e finanziari.

Dove è obbligatorio o usato come riferimento

Il framework TCFD è diventato un riferimento globale, e in alcuni paesi è già obbligatorio per determinate aziende o settori.

Nel Regno Unito, ad esempio, le entità quotate devono pubblicare un report allineato al TCFD o spiegare perché non lo fanno. Il regolatore finanziario monitora attivamente la qualità e la coerenza di tali divulgazioni.

In Nuova Zelanda, le istituzioni finanziarie devono dichiarare secondo il TCFD dall’anno fiscale 2023.

In Australia, è in fase di implementazione un sistema di divulgazione climatica basato direttamente sugli standard ISSB, che a loro volta consolidano i principi TCFD.

Negli Stati Uniti, sebbene la regola SEC approvata nel 2024 sia attualmente sospesa dalla magistratura, la maggior parte delle grandi aziende continua a usare il TCFD come guida de facto.

Questo dimostra che, oltre all’applicazione legale, il framework è diventato un linguaggio comune per comunicare rischi e opportunità climatiche in tutto il mondo.

In sintesi, il TCFD è la base su cui si costruiscono i nuovi standard internazionali.

Per questo sempre più aziende stanno adattando i propri processi interni per raccogliere dati ESG, integrarli nei sistemi e prepararsi a conformarsi simultaneamente a TCFD, ISSB e CSRD, riducendo lo sforzo e guadagnando coerenza nel reporting.

Come il TCFD si integra con CSRD ed ESRS (E1)

Il framework TCFD e la CSRD sono strettamente allineati nello scopo: garantire che la gestione del rischio climatico faccia parte della strategia aziendale, non di un report isolato.

Entrambi condividono l’idea che le aziende devono capire come rischi e opportunità legati al clima incidono sulle operazioni e, allo stesso tempo, come la propria attività contribuisce a tali impatti.

Gli standard ESRS europei, in particolare E1 (cambiamento climatico), sviluppano ulteriormente le raccomandazioni TCFD, mantenendo la stessa struttura in quattro pilastri: governance, strategia, gestione del rischio, e metriche e obiettivi.

La principale differenza è che gli ESRS aggiungono maggiore granularità, tracciabilità e formato digitale obbligatorio (XBRL), elevando il livello di trasparenza e comparabilità.

Le aziende possono anche sfruttare i propri report EINF per garantire coerenza tra divulgazioni non finanziarie e climatiche.

Possiamo dire che il TCFD definisce il framework concettuale, mentre gli ESRS definiscono i requisiti tecnici e il formato di reporting.

Le aziende che già dichiarano secondo il TCFD hanno quindi una base solida per adattarsi alla CSRD, poiché gli elementi chiave restano gli stessi: gestione del rischio climatico, analisi degli scenari, obiettivi di riduzione e divulgazione dei risultati.

Cosa richiede in pratica un report allineato al TCFD

Un report allineato al TCFD deve mostrare come l’azienda gestisce rischi e opportunità climatiche a tutti i livelli.

Non è un esercizio teorico, ma un modo per collegare la strategia aziendale all’impatto reale del cambiamento climatico sull’organizzazione.

I quattro pilastri sono gli stessi che strutturano i framework di reporting di sostenibilità e finanziario più avanzati.

1. Governance del rischio climatico

Il primo pilastro analizza come il rischio climatico è supervisionato all’interno della struttura di governance dell’azienda.

Il TCFD richiede alle aziende di descrivere i ruoli del consiglio, del management e dei comitati specifici, nonché i meccanismi utilizzati per integrare le questioni climatiche nella decisione strategica.

L’obiettivo è dimostrare che il rischio climatico fa parte del controllo interno e della governance aziendale, supportato da una struttura chiara per rivedere, aggiornare e misurare i progressi con dati verificabili.

2. Strategia e analisi degli scenari

Il secondo pilastro si concentra sull’esplicazione di come rischi e opportunità climatiche influenzano strategia, pianificazione e modello di business dell’azienda.

Le aziende devono utilizzare l’analisi degli scenari climatici per rappresentare diversi futuri possibili, considerando variabili normative, tecnologiche e ambientali.

Questi scenari devono illustrare come redditività, resilienza o catena del valore potrebbero essere influenzati a breve, medio e lungo termine.

Questa analisi aiuta a valutare la resilienza del modello di business e l’efficacia delle azioni intraprese in risposta ai rischi climatici.

3. Gestione del rischio (transizione e fisici)

Questo pilastro dettaglia come l’azienda identifica, valuta e gestisce i rischi climatici, inclusi sia i rischi di transizione (legati a normativa, tecnologie e cambiamenti di mercato) sia i rischi fisici (legati a eventi estremi, infrastrutture o disponibilità delle risorse).

Il punto chiave è dimostrare che il rischio climatico non è gestito in isolamento, ma come parte del sistema complessivo di gestione del rischio aziendale (ERM).

Il report deve descrivere processi, responsabilità, frequenza di revisione e meccanismi di controllo utilizzati per monitorare e mitigare questi rischi.

4. Metriche e obiettivi (GHG, intensità, obiettivi di riduzione)

Il quarto pilastro si concentra sulle metriche e obiettivi che l’azienda utilizza per misurare la propria performance climatica.

Ciò include il calcolo delle emissioni di gas serra (GHG) secondo Scope 1, 2 e 3, insieme a indicatori di intensità (per fatturato, produzione o area) e obiettivi di riduzione entro tempi definiti.

Le aziende devono inoltre divulgare come questi indicatori vengono rivisti, aggiornati e integrati nella strategia aziendale, incluse le metodologie utilizzate.

La coerenza di queste metriche è cruciale per allineare le informazioni TCFD con ESRS E1 e ISSB S2, garantendo comparabilità e coerenza tra i framework.

Insieme, questi quattro pilastri formano la base di un sistema di gestione climatica robusto e verificabile, dove misurare, analizzare e dichiarare i dati diventa un vantaggio competitivo piuttosto che un mero compito normativo.

Come un software TCFD/ISSB aiuta a rispettare gli obblighi

Conformarsi ai framework TCFD o ISSB richiede molto più che scrivere un report.

Implica gestire dati complessi, garantire la tracciabilità e dimostrare coerenza tra strategia, rischi e risultati.

Per questo l’utilizzo di un software specializzato fa la differenza: permette alle aziende di automatizzare attività, centralizzare le informazioni e garantire che ogni punto di divulgazione sia supportato da evidenze verificabili.

1. Raccolta dati e tracciabilità delle informazioni climatiche

Il primo passo per conformarsi al TCFD o all’ISSB è raccogliere tutte le informazioni climatiche in un ambiente strutturato.

Ciò include emissioni GHG, consumo energetico, dati finanziari e informazioni sulla supply chain.

Una piattaforma software specializzata consente di importare dati da varie fonti interne ed esterne, applicare controlli automatici di qualità e mantenere tracciabilità completa dalla fonte originale al report finale.

Questo processo riduce errori manuali, garantisce coerenza e facilita la dimostrazione di affidabilità durante revisioni o audit.

2. Modelli e scenari con ipotesi documentate

Uno dei pilastri chiave del TCFD è l’analisi degli scenari climatici.

Un buon strumento software permette di creare, confrontare e aggiornare scenari incorporando variabili come prezzi del carbonio, normative future o rischi fisici e di transizione.

Consente inoltre di documentare tutte le ipotesi utilizzate, garantendo trasparenza e coerenza tra i cicli di reporting.

Questo è essenziale per rendere i risultati comparabili e mostrare che l’analisi strategica si basa su dati reali piuttosto che su stime generiche.

3. Integrazione con ERM e controlli interni

Il rischio climatico non deve essere gestito separatamente dagli altri rischi aziendali.

Deve essere integrato nel sistema complessivo di gestione del rischio (ERM) e nei meccanismi di controllo interno.

Una piattaforma TCFD o ISSB solida aiuta ad allineare i dati climatici con i processi di gestione del rischio, assegnando responsabili, frequenze di revisione e alert automatici.

Ciò garantisce che rischi di transizione e rischi fisici siano valutati e prioritizzati insieme ai rischi finanziari e operativi, creando una visione integrata e auditabile dell’esposizione dell’azienda.

4. Dashboard, KPI e divulgazione strutturata (digital-first)

Uno dei maggiori benefici di un software specializzato è la capacità di generare dashboard interattive e report digitali in formati come XBRL o modelli compatibili ISSB/ESRS.

Ciò permette ai team di visualizzare tendenze, rilevare scostamenti e preparare le informazioni direttamente per la divulgazione pubblica o gli audit.

Digitalizzando l’intero processo, le aziende garantiscono che i dati siano aggiornati, facili da rivedere e pronti per la presentazione normativa, riducendo sia i tempi sia gli errori umani.

5. Interoperabilità con ESRS, CSRD e (ove applicabile) SEC

Il vero valore di un software TCFD/ISSB risiede nella sua capacità di collegare i framework normativi.

Un sistema ben progettato permette di riutilizzare gli stessi dati ESG per TCFD, ESRS (CSRD) e persino i requisiti SEC.

Ciò evita duplicazioni di lavoro, mantiene coerenza tra i report e aumenta l’efficienza in tutto il processo di reporting.

Il risultato è un’architettura dati ESG centralizzata e scalabile, pronta a rispondere a qualsiasi requisito normativo o di mercato.

Le 4 principali sfide della gestione TCFD senza software specializzato

  • Mancanza di tracciabilità: raccogliere dati da più fogli di calcolo o fonti scollegate crea incoerenze e rende difficile dimostrare l’affidabilità delle informazioni.

  • Errori manuali e sovraccarico operativo: senza automazione, i team passano più tempo a copiare e validare dati che ad analizzarli.

  • Disconnessione tra reparti: finance, sostenibilità e rischio lavorano con dataset diversi, impedendo una visione unificata dell’impatto climatico.

  • Difficoltà nel rispettare i requisiti di formato digitale: senza una struttura integrata, conformarsi a TCFD, ISSB o CSRD diventa lento, reattivo e difficile da auditare.

In sintesi, una piattaforma software TCFD/ISSB non è solo uno strumento di conformità. È un facilitatore strategico che permette alle aziende di gestire il rischio climatico con dati affidabili, tracciabili e standardizzati, allineati agli standard internazionali.

5 vantaggi dell’implementazione di un software per il TCFD

Implementare una soluzione software TCFD non riguarda solo la conformità; si tratta di professionalizzare la gestione del rischio climatico all’interno dell’azienda.

Collega strategia, operazioni e reporting in una struttura unificata, eliminando i silos e consentendo decisioni più rapide basate sui dati.

1. Coerenza tra strategia, rischi e metriche

Un software specializzato allinea le informazioni strategiche con rischi e indicatori di performance.

L’intero flusso, dall’identificazione del rischio alla pubblicazione finale, è connesso, garantendo che ciò che viene dichiarato rifletta realmente come l’azienda gestisce il rischio climatico in pratica.

La coerenza tra dati finanziari, operativi ed ESG è fondamentale per dimostrare credibilità a investitori, revisori e regolatori.

Questo livello di allineamento è raggiungibile solo quando tutti i dati sono gestiti in un unico ambiente strutturato.

2. Riduzione del lavoro manuale e degli errori

Con strumenti digitali, i processi manuali scompaiono.

Non è più necessario unire fogli di calcolo, confrontare versioni o dipendere da file dispersi.

Un software TCFD automatizza la raccolta dati e il calcolo delle metriche, riducendo la probabilità di errore e liberando tempo per analisi e pianificazione.

Ciò aumenta la precisione, accelera la preparazione dei report e migliora la qualità dei dati, essenziale per conformarsi ai requisiti TCFD, ISSB e CSRD.

3. Preparazione all’audit e alle revisioni di supervisione

Le nuove normative richiedono maggiore trasparenza e capacità di verifica.

Un software TCFD garantisce tracciabilità completa di ogni punto dati, memorizzando fonti, timestamp ed evidenze, il che semplifica revisioni esterne e audit a assurance limitata sotto la CSRD.

Questa tracciabilità costruisce fiducia e dimostra che le divulgazioni dell’azienda si basano su dati verificabili e auditabili, non su stime.

4. Allineamento con ISSB S2 e framework locali

Una piattaforma aggiornata garantisce compatibilità con lo standard ISSB S2, l’evoluzione globale del TCFD.

Permette inoltre un rapido adattamento a requisiti locali o settoriali, come la CSRD in Europa o altre linee guida di supervisione.

Ciò garantisce che tutte le informazioni pubblicate siano coerenti, comparabili e utilizzabili in qualsiasi giurisdizione o formato di reporting digitale.

5. Riutilizzo dei dati tra più framework (ESRS/CSRD)

Uno dei maggiori vantaggi di una soluzione tecnologica è la capacità di riutilizzare i dati ESG tra diversi framework: TCFD, ESRS, CSRD, Taxonomia UE o norme ISO.

Centralizzando tutte le informazioni ESG, le aziende evitano di duplicare il lavoro e mantengono coerenza tra i report.

Ciò trasforma il reporting climatico in un processo scalabile e sostenibile, pronto ad evolversi con le normative.

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Cosa deve includere un buon software TCFD

Non tutti i sistemi di gestione ESG soddisfano le esigenze specifiche del framework TCFD.

Per conformarsi efficacemente e mantenere una struttura di reporting solida, una buona piattaforma software deve includere funzionalità che garantiscano tracciabilità, interoperabilità e controllo delle informazioni.

1. Supporto a scenari e sensibilità

Il sistema deve permettere di creare, confrontare e aggiornare scenari climatici che includano variabili finanziarie, normative o operative.

Deve inoltre supportare l’analisi di sensibilità per valutare l’impatto di diverse ipotesi sulla performance aziendale e visualizzare potenziali percorsi strategici.

Questa funzione è critica per capire come diverse traiettorie climatiche potrebbero influenzare ricavi, costi o resilienza della supply chain, e per prendere decisioni informate.

2. Connettori dati (operativi, finanziari e climatici)

Un software TCFD deve integrarsi perfettamente con i sistemi interni dell’azienda, come ERP, fogli di calcolo, strumenti di tracciamento emissioni o database finanziari, per catturare automaticamente tutti i dati rilevanti.

Ciò elimina la frammentazione e fornisce una visione unificata della performance climatica e finanziaria.

Collegando i sistemi, l’azienda garantisce che le informazioni restino coerenti e sincronizzate, indipendentemente dalla loro origine.

3. Governance dei dati, evidenze e versioning

La piattaforma deve consentire gestione delle versioni, archiviazione delle evidenze e tracciamento dell’audit interno per ogni dataset.

Ciò garantisce che ogni cifra del report sia supportata dalla sua fonte originale e possa essere rivista in qualsiasi momento.

Contribuisce inoltre a mantenere trasparenza e affidabilità, principi fondamentali sia del TCFD che dell’ISSB.

Una governance dati appropriata permette anche di assegnare ruoli e responsabilità, mantenere log di ogni modifica e stabilire workflow di approvazione prima della pubblicazione dei dati.

4. Workflow di revisione e approvazione

I workflow collaborativi sono essenziali per coordinare la validazione dei dati tra i reparti.

Un sistema software ben progettato consente assegnazione ruoli, approvazioni e revisioni automatizzate, riducendo il rischio di errore e garantendo che il report finale passi attraverso i corretti livelli di validazione interna.

Questa funzione supporta la segregazione delle funzioni e fornisce un ambiente controllato, particolarmente utile per aziende quotate ed entità che si preparano agli audit a assurance limitata.

5. Export dei report e tracciabilità per pilastro

La piattaforma deve offrire capacità di export in più formati, come XBRL, PDF o modelli ufficiali, mantenendo la struttura TCFD pilastro per pilastro (governance, strategia, gestione del rischio, metriche e obiettivi).

Questa tracciabilità per pilastro facilita la dimostrazione della conformità a ogni requisito e semplifica il lavoro di revisori, reviewer e team normativi.

In sintesi, un software TCFD robusto aiuta le aziende a passare da una gestione manuale e frammentata a un modello centralizzato, auditabile e allineato a livello internazionale, garantendo conformità sicura ed efficiente.

Trasformare il TCFD in vantaggio competitivo per la tua azienda

Conformarsi al TCFD non deve essere visto come un peso, ma come un’opportunità per rafforzare la strategia aziendale.

Quando le aziende misurano e gestiscono rischi e opportunità climatiche utilizzando dati affidabili, ottengono un vantaggio reale sul mercato: anticipare le sfide, ridurre l’incertezza e prendere decisioni basate sui dati.

Le organizzazioni che gestiscono la propria carbon footprint e i dati ESG attraverso sistemi strutturati sono meglio posizionate per conformarsi a TCFD, ISSB e CSRD, dimostrando a investitori e clienti di operare con trasparenza e resilienza.

In questo contesto, adottare una soluzione software TCFD/ISSB non è solo una misura di conformità. È un passo strategico verso efficienza, credibilità e competitività.

Come prepararsi all’implementazione di un software TCFD/ISSB

Prima di digitalizzare il processo, è fondamentale capire la propria posizione attuale e progettare una roadmap chiara.

Il software da solo non risolverà il problema se dati, processi o responsabilità non sono strutturati correttamente.

Una preparazione adeguata garantisce che l’azienda possa massimizzare il valore dello strumento e ottenere risultati coerenti e affidabili.

Suggerimento: Mappa il tuo gap TCFD rispetto alle 11 divulgazioni e assegna un responsabile per pilastro prima di selezionare i vendor. Le demo sembrano simili finché non testi la documentazione degli scenari, l'integrazione ERM e gli export XBRL sulla tua struttura dati reale.

Valutare il gap rispetto alle 11 divulgazioni TCFD

Il primo passo è valutare il livello attuale di conformità alle 11 raccomandazioni TCFD.

Questa analisi del gap aiuta a identificare quali informazioni sono già disponibili, cosa manca e quali processi devono essere rafforzati.

Un’analisi del gap ben preparata funge da roadmap d’azione, aiutando a prioritizzare attività, assegnare responsabilità e fissare scadenze realistiche per ogni reparto coinvolto.

Definire scenari e ipotesi di base

L’analisi degli scenari climatici è uno degli elementi più tecnici del framework TCFD.

È importante definire un set minimo di scenari e ipotesi, ad esempio variabili normative, prezzi del carbonio o rischi di eventi fisici, che possano essere aggiornati periodicamente.

Questi scenari devono basarsi su dati verificabili e servire da base per simulare impatti finanziari o strategici, permettendo alle aziende di anticipare le decisioni e valutare la resilienza del proprio modello di business.

Integrare i rischi climatici nell’ERM

Il passo successivo è integrare il rischio climatico nel sistema di gestione del rischio aziendale (ERM).

Ciò non significa creare un nuovo processo, ma incorporare il rischio climatico nella stessa matrice utilizzata per rischi finanziari, operativi e reputazionali.

Questo approccio fornisce una visione completa dell’esposizione al rischio dell’azienda, con responsabili definiti, indicatori e meccanismi di monitoraggio automatizzati che mantengono il sistema aggiornato.

Stabilire controlli dati e tracciabilità

Un software TCFD/ISSB aggiunge valore solo se i dati sono affidabili, coerenti e tracciabili.

È quindi essenziale definire controlli di qualità dei dati, registrare le fonti dati e mantenere uno storico delle versioni, garantendo che ogni cifra del report possa essere giustificata in caso di revisione o audit.

La tracciabilità non è solo un requisito tecnico. È un segno di rigore e trasparenza che rafforza la fiducia degli stakeholder e riduce il rischio di errori in future verifiche.

Allineare il reporting con ISSB S2 ed ESRS E1

Infine, è importante allineare il reporting climatico agli standard internazionali.

Il framework ISSB S2 si basa sui principi TCFD e li espande, mentre ESRS E1 li sviluppa in maggior dettaglio per il contesto europeo.

Strutturando i dati secondo questi standard fin dall’inizio, le aziende possono riutilizzare le stesse informazioni per conformarsi simultaneamente a TCFD, ISSB e CSRD, evitando duplicazioni e garantendo coerenza nel reporting.

Trasformare la conformità climatica in un processo automatizzato e ben governato non semplifica solo le operazioni, ma trasforma la gestione ESG in una leva strategica per competere, attrarre investimenti e anticipare i rischi con una prospettiva orientata al business.

Dcycle: la soluzione ESG per ogni caso d’uso

In Dcycle, aiutiamo le aziende a centralizzare e automatizzare la gestione ESG in un unico ambiente.

Non siamo revisori né consulenti. Siamo una soluzione per le aziende che vogliono abbandonare i processi manuali e adottare un sistema dati strutturato e tracciabile, pronto a soddisfare qualsiasi framework o normativa.

Il nostro approccio è semplice: raccogliamo tutte le informazioni ESG della tua organizzazione e le distribuiamo automaticamente su tutti i casi d’uso rilevanti, che si tratti di EINF, SBTi, CSRD, Taxonomia UE o norme ISO.

In questo modo, le aziende misurano una volta e utilizzano i dati più volte, mantenendo coerenza e controllo completi su ogni report.

Raccogliere, normalizzare e distribuire dati climatici ed ESG

Invece di affidarsi a fogli di calcolo e fonti dispersive, unifichiamo dati ambientali, sociali e di governance in un’unica piattaforma.

Il sistema consente di importare, pulire e normalizzare le informazioni, garantendo coerenza tra reparti come finance, operazioni e sostenibilità.

Una piattaforma robusta permette anche di integrare i framework di finanza sostenibile nei sistemi di gestione ESG e climatica, garantendo che i dati di sostenibilità supportino sia la conformità normativa sia le decisioni di investimento.

Il risultato è un flusso dati strutturato in cui ogni valore è supportato da evidenze e può essere riutilizzato per qualsiasi report o processo normativo senza ripartire da zero.

Collegare TCFD/ISSB con CSRD/ESRS in un unico sistema

Con Dcycle, i framework internazionali TCFD e ISSB sono direttamente integrati con gli standard europei CSRD ed ESRS, eliminando lavoro ridondante.

Il nostro sistema traduce i requisiti di ogni framework in un modello dati comune, garantendo interoperabilità e allineamento di tutte le informazioni ESG.

Ciò consente alle aziende di preparare report climatici, finanziari ed ESG da un unico ambiente, mantenendo piena coerenza su tutti gli output.

Automatizzare KPI, scenari e reporting digitale

Automatizziamo la misurazione degli indicatori chiave (KPI), l’aggiornamento degli scenari climatici e la generazione di report digitali compatibili con formati come XBRL o modelli pronti per l’ISSB.

Ciò permette ai team di dedicare meno tempo alle operazioni e più tempo all’analisi dei risultati e alla pianificazione strategica.

Ogni indicatore si aggiorna automaticamente e può essere visualizzato tramite dashboard dinamiche, complete di filtri e confronti interannuali.

Garantire evidenze, controlli e auditabilità

Tracciabilità e verifica sono integrate nel cuore di Dcycle.

Ogni valore registrato è collegato alla sua fonte, data e responsabile, rendendo semplice la revisione interna e gli audit a assurance limitata sotto la CSRD.

Il software include anche controlli di qualità e workflow di approvazione, garantendo che tutti i dati pubblicati abbiano seguito un processo di validazione strutturato prima della divulgazione o presentazione.

Trasformare la divulgazione climatica in decisioni di business

Il nostro obiettivo è trasformare il reporting climatico in uno strumento di business intelligence.

Non si tratta solo di conformità. Si tratta di trasformare i dati ESG in insight utilizzabili per la decisione.

Con dati centralizzati e aggiornati, le aziende possono identificare rischi, valutare opportunità e anticipare scenari che incidono su redditività e posizionamento.

In sostanza, Dcycle integra sostenibilità, conformità e strategia aziendale in un unico sistema, aiutando le aziende a misurare, gestire e comunicare il proprio impatto con la stessa precisione e rigore delle performance finanziarie.

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Domande frequenti (FAQs)

Cos'è esattamente il TCFD e quali sono i suoi quattro pilastri?

Il framework TCFD (Task Force on Climate-related Financial Disclosures) aiuta le aziende a identificare, gestire e comunicare rischi e opportunità legati al clima che possono incidere sul modello di business e sui risultati finanziari. La sua struttura si basa su quattro pilastri: Governance, Strategia, Gestione del rischio e Metriche e obiettivi.

Qual è il rapporto tra TCFD e gli standard ISSB (IFRS S2)?

L’ISSB (International Sustainability Standards Board) ha integrato i principi TCFD in IFRS S2 nel 2023. Il TCFD resta il fondamento concettuale, mentre IFRS S2 aggiunge maggior dettaglio tecnico, requisiti di comparabilità più stringenti e allineamento con il reporting finanziario. Le aziende che già dichiarano secondo il TCFD sono ben preparate per adottare IFRS S2.

Qual è la differenza pratica tra TCFD ed ESRS E1?

Il TCFD è un framework di riferimento globale, mentre ESRS E1 è uno standard europeo sotto la CSRD. Entrambi condividono la stessa struttura a quattro pilastri, ma ESRS E1 introduce maggiore granularità, tracciabilità dei dati e tagging digitale (XBRL). Qualsiasi azienda allineata al TCFD ha una base solida per la conformità CSRD.

Quali funzionalità deve includere una soluzione software per TCFD/ISSB?

Le capacità chiave includono integrazione di dati operativi, finanziari e climatici, modellazione degli scenari e analisi di sensibilità, governance completa dei dati con tracciamento delle evidenze, workflow collaborativi di revisione e export automatizzato allineato ai formati TCFD, ISSB ed ESRS.

Come può Dcycle aiutare le aziende a rispettare i requisiti TCFD e ISSB?

Dcycle automatizza la divulgazione climatica raccogliendo, validando e dichiarando dati ESG e climatici da fonti multiple in un unico ambiente. Supporta monitoraggio delle emissioni, collegamento ISSB e CSRD, export pronti per l’audit e tracciabilità completa. Dcycle è una piattaforma tecnologica, non un revisore né un consulente.

Perché il reporting digitale (XBRL) sta diventando obbligatorio?

Il tagging digitale garantisce che i dati di sostenibilità siano leggibili da macchina, comparabili e auditabili. Sotto CSRD ed ESRS, i report devono seguire la tassonomia ESRS in formato XBRL, e requisiti simili stanno emergendo a livello globale. I software TCFD/ISSB moderni includono generazione automatizzata XBRL per le presentazioni normative.

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