La direttiva CSRD: cosa cambia nel reporting di sostenibilita
La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e la normativa europea piu ambiziosa in materia di rendicontazione di sostenibilita. Adottata nel gennaio 2023, trasforma radicalmente il modo in cui le aziende comunicano su temi ambientali, sociali e di governance (ESG).
A differenza della precedente NFRD (Non-Financial Reporting Directive), recepita in Italia con il D.Lgs. 254/2016, la CSRD introduce un framework standardizzato attraverso gli standard ESRS (European Sustainability Reporting Standards), l’obbligo di assurance da parte di un revisore indipendente e la marcatura digitale in formato XBRL.
Per le aziende italiane, questa transizione comporta un salto significativo. Il D.Lgs. 254/2016 richiedeva una dichiarazione non finanziaria relativamente flessibile. La CSRD impone invece requisiti molto piu dettagliati e strutturati, con oltre 1 100 datapoint specifici da rendicontare.
Quali aziende sono coinvolte?
La CSRD si applica secondo un calendario progressivo:
- 2025 (dati dell’esercizio 2024): grandi enti di interesse pubblico gia soggetti alla NFRD (500+ dipendenti)
- 2026 (dati dell’esercizio 2025): tutte le grandi aziende UE (250+ dipendenti oppure 40 M EUR+ di fatturato oppure 20 M EUR+ di totale attivo)
- 2027 (dati dell’esercizio 2026): PMI quotate, piccoli enti creditizi e imprese di assicurazione captive
- 2028 (dati dell’esercizio 2027): aziende extra-UE con fatturato UE superiore a 150 M EUR
In totale, piu di 50 000 aziende in tutta Europa dovranno adeguarsi. In Italia, CONSOB ha gia avviato le attivita di supervisione per garantire la qualita dei primi report.
Cosa richiede la CSRD?
La direttiva impone la rendicontazione su tre pilastri:
- Ambiente: cambiamento climatico, inquinamento, acqua e risorse marine, biodiversita ed ecosistemi, economia circolare
- Sociale: forza lavoro propria, lavoratori nella catena del valore, comunita interessate, consumatori e utenti finali
- Governance: condotta aziendale, inclusa la lotta alla corruzione e il lobbying
Ogni pilastro e articolato in standard ESRS specifici con oltre 1 100 singoli punti di dati. La piattaforma Dcycle permette di centralizzare la raccolta di questi dati e mapparli automaticamente ai requisiti ESRS.
La valutazione di doppia materialita
Prima di redigere il report, e necessario condurre una valutazione di doppia materialita: un processo strutturato per determinare quali temi ESRS sono rilevanti per la vostra azienda. La valutazione considera due dimensioni:
- Materialita di impatto: come le vostre attivita influiscono sulle persone e sull’ambiente
- Materialita finanziaria: come i rischi e le opportunita legati alla sostenibilita influenzano la vostra performance finanziaria
Solo i temi identificati come materiali devono essere rendicontati, il che significa che la valutazione determina direttamente l’ambito del vostro report. Per approfondire, consultate la nostra raccolta CSRD.
Come prepararsi in modo efficace
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Avviate la valutazione di doppia materialita il prima possibile. Il processo richiede generalmente dalle 6 alle 8 settimane e necessita del coinvolgimento degli stakeholder.
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Mappate i dati gia disponibili. La maggior parte delle aziende possiede gia il 60-70% delle informazioni necessarie, distribuite tra diversi dipartimenti e sistemi.
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Centralizzate la raccolta dati. Strumenti come Dcycle consentono di raccogliere ogni dato una sola volta e mapparlo automaticamente a ogni framework pertinente.
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Preparatevi al formato XBRL. Il report finale dovra essere marcato digitalmente. Scegliete strumenti compatibili con questo formato fin dall’inizio.
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Coinvolgete i revisori in anticipo. L’assurance limitata e richiesta fin dal primo anno. Un confronto preliminare con il vostro revisore vi aiutera a evitare criticita nella fase di verifica.
Il contesto normativo italiano
L’Italia ha una lunga tradizione di rendicontazione non finanziaria grazie al D.Lgs. 254/2016. Le aziende italiane che gia pubblicavano la dichiarazione non finanziaria (DNF) dispongono di una base sulla quale costruire la conformita alla CSRD.
Tuttavia, i requisiti ESRS vanno ben oltre quelli del decreto legislativo, sia in termini di granularita dei dati sia in termini di standardizzazione. Le aziende che si erano limitate al minimo indispensabile dovranno ampliare significativamente il perimetro della raccolta dati.
CONSOB ha sottolineato l’importanza della qualita dei dati e della trasparenza metodologica nei primi report CSRD. Le aziende che operano in settori ad alto impatto ambientale possono aspettarsi un livello di scrutinio particolarmente elevato.
Volete avviare il vostro percorso CSRD? Richiedete una demo per scoprire come Dcycle semplifica ogni fase del processo.