Calcolatoredell'improntadicarbonioaziendale
Calcola l'impronta di carbonio della tua azienda in 4 passaggi: Scope 1, 2 e 3 secondo il GHG Protocol, con modello Excel e esempio pratico per il 2026.
- Passaggi per calcolare l'impronta: dai perimetri al totale in tCO2e
- Modello Excel/Google Sheets con fattori di emissione ISPRA e DEFRA precaricati
- Quota media dello Scope 3 in una PMI manifatturiera italiana
- Riferimenti coperti con un solo calcolo: D.Lgs. 125/2024, VSME e CBAM
Il pacchetto Omnibus ha ridotto drasticamente il perimetro obbligatorio della CSRD. Ma chi non fornisce i dati di CO2 perde comunque terreno con clienti, banche e gare d’appalto. Questo calcolatore ti guida passo dopo passo nel calcolo della tua impronta di carbonio aziendale, con un modello pronto all’uso e un esempio pratico completo.
Cosa trovi in questo calcolatore
Sette sezioni, in due parti.
Parte I: Le basi e il calcolo
- Perché misurare conviene anche senza obbligo di rendicontazione
- Cos’è l’impronta di carbonio aziendale: Scope 1, 2 e 3
- Il metodo in quattro passaggi: perimetri, dati, fattori, consolidamento
- Il modello (Excel/Google Sheets) con un esempio pratico su una PMI manifatturiera
Parte II: Impatto e normativa
- Come passare dal numero all’azione: punti caldi e priorità di riduzione
- Il quadro normativo nel 2026: D.Lgs. 125/2024, Omnibus I e CBAM
- Sei errori comuni nel calcolo, e come evitarli
- Una checklist per le tue prossime quattro settimane
Perché misurare conviene comunque nel 2026
Il Decreto Legislativo 6 settembre 2024, n. 125 ha recepito la CSRD in Italia, sostituendo il D.Lgs. 254/2016 e introducendo la doppia materialità e gli standard ESRS per le grandi imprese e le PMI quotate. Il pacchetto Omnibus I, approvato il 16 dicembre 2025, ha poi alzato le soglie: a livello UE il perimetro obbligatorio passa da circa 50.000 a circa 5.000 imprese, con obbligo per chi supera 1.000 dipendenti e 450 milioni di euro di fatturato.
Molte PMI italiane escono così dal perimetro obbligatorio, ma restano fornitrici di imprese che continuano a chiedere dati di emissioni lungo la filiera. In una PMI manifatturiera tipica, oltre l’80% dell’impronta si concentra nello Scope 3, nei materiali acquistati, nella logistica e nelle trasferte: ignorarlo significa misurare solo una piccola parte dell’impatto reale.
Dal 1 gennaio 2026 il CBAM, il meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera, è entrato nel suo regime definitivo, con responsabilità finanziaria sulle emissioni incorporate nei beni importati come ferro, acciaio, alluminio e cemento. La prima dichiarazione annuale è fissata al 30 settembre 2027. Obbligatorio o volontario, il dato richiesto è lo stesso: misurarlo prima che venga chiesto è la differenza fra rincorrere una gara e vincerla.
Come aiuta Dcycle
In Dcycle aiutiamo le aziende italiane a calcolare la propria impronta di carbonio su Scope 1, 2 e 3, applicando automaticamente i fattori di emissione aggiornati (ISPRA per il mix elettrico nazionale, DEFRA/IPCC per combustibili, trasporti e Scope 3) e documentando i risultati in modo tracciabile, pronti per clienti, banche e revisori.
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Per approfondire il contesto normativo visita la nostra pagina sulla CSRD in Italia o scopri come funziona il calcolo automatizzato nella nostra pagina impronta di carbonio.
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